Da: Mezzolara appunti per una storia

Quasi nascosta fra gli alberi che tentano di velarne un poco la decadenza, ci appare una palazzina in stato di abbandono, a due piani, fiancheggiata da un lungo edificio a cui si appoggia una torre colombaia: è questo fatiscente complesso di quello che un tempo fu la Villa Bonaparte (ora di proprietà Benni), disabitata, con alcune parti in rovina. Il nome prestigioso che ancora porta, l'imperiale stemma napoleonico che spicca candido sul muro rossastro e screpolato, ultimi segni di un passato fastoso, sono in stridente contrasto con lo stato attuale di rovina.

                                                                                                                                   

 

 

   

                           VILLA    BONAPARTE

              

                                                                                                    

 

 

 

                            Lo stemma Imperiale sulla  facciata

                          

                                      della villa a Mezzolara

 

 

                                     

 

  

    

Storia della Tenuta a Mezzolara, descrizione

tratta dal volume "Una tenuta e una comunità"

 (editrice lo scarabeo)  leggi    La Tenuta   

 

 

 

 

Inizio 1900 aia della tenuta dell'imperatrice EUGENIA. sullo sfondo la villa. L'affittanza della tenuta fu assunta da A.Benni nel 1904, che alla morte dell'imperatrice, acquistò.

 Da un giornale dell'epoca            (tratto da Mezzolara una tenuta e una comunita`tra il XVI e il XIX secolo)                 

                         L'imperatrice Eugenia a Bologna

Mercoledì scorso giunse in automobile proveniente da Venezia S.M l'ex imperatrice Eugenia. L'augusta signora era accompagnata dal suo fedele segretario particolare il corso conte Pietri, figlio del famoso Ministro di Polizia di Napoleone III (che entrò appena ventenne al servizio della sovrana e che ora è più che ottantenne )nonchè da un reputato ingegnere milanese (che ha la sorveglianza del vastissimo tenimento che l'imperatrice possiede a Mezzolara presso Budrio) e da parecchie persone al seguito. Scopo del viaggio dell'ex-imperatrice a Bologna si era appunto quello di fare una ispezione al detto 

                                    

tenimento. Scesa all'hotel Brun, la Sovrana riposò tranquillamente, poi il dì dopo, cioè l'altro ieri, partì con tutta segretezza, in automobile per Mezzolara accompagnata , oltrechè dal segretario, anche dal principe Antonio Ercolani e signora. Fu colà ricevuta con tutti gli onori dall'attuale affittuario signor Alfredo Benni il quale fu sempre a fianco della proprietaria nella visita del vastissimo tenimento. Esso costituisce infatti una delle maggiori proprietà della nostra provincia:misura cioè  2 mila ettari equivalenti a circa 10 mila tornature bolognesi, è cioè maggiore di 3 mila tornature del Ducato di Galliera e minore di 4 mila della Palata Pepoli, ora Torlonia. L'imperatore Napoleone III diede in affitto nel 1854 quella tenuta all'ing. Annibale Certani che aveva allora soli 25 anni e da tre anni si era laureato ma che era già universalmente stimato. Egli era in società col sig.Camillo Montanari, padre del defunto cav.Francesco e col signor Sarti. Quella tenuta era allora in gran parte terreno paludoso e incolto, ma in seguito all'opera solerte e ingegnosa di bonifica studiata e condotta a termine nel lieve volgere di 15 anni dal cav.Certani,il vero pioniere dell'agricoltura bolognese, il quale fu anche il direttore tecnico dell'azienda, venne trasformata in impresa suscettibile di razionale coltivazione. Cessata la società affittuaria, in cui era entrato il solerte e moderno agricoltore signor Alfredo Benni, il tenimento si trova ora condotto dal medesimo che è subentrato agli altri soci e che fa in esso veri miracoli ottenendo produzioni elevate, migliorando i sistemi di trasporto nell'interno dell'azienda, modificando l'avvicendamento, introducendo nuove coltivazioni. Con mirabile freschezza di mente l'imperatrice, che è nata il 5 maggio del 1826, s'interessò a tutto e volle vedere minutamente,  per quanto lo consentiva la rapidità della visita, i mutamenti e le migliorie introdotte nelle coltivazioni e nella parte edilizia. In particolare modo essa osservò i nuovi fabbricati colonici, le nuove stalle da essa fatte costruire in questi ultimi anni, munita di piante e di tipi Ella, con mirabile perspicuità,  fece raffronti e rilievi, percorse anche qualche tratto di strada a piedi con tratto agile ed elastico, e non omise di entrare nelle case coloniche ad ispezionare l'ordine e la mondezza dei locali. La proprietaria assai si compiacque del benessere in mezzo al quale vivono tante famiglie alla sua dipendenza e con vero piacere fermava la propria attenzione sulle file di prosciutti appesi al soffitto nelle cucine dei suoi coloni. Oh, les beaux jambons!-esclamava essa ammirandone il numero e le proporzioni.Non è a dire come l'Augusta Signora ebbe ad ecomiare l'ammirevole conduzione delle sue terre da parte dell'egregio Benni. Osservò i 14 Km.di binario Decauville che attraversano la tenuta e sui quali viene effettuato il trasporto delle derrate, esaminò pure gli essicatoi del risone, la pressatura dei foraggi a macchina ecc.Malgrado la gita fosse tenuta segreta, si diffuse presto a Mezzolara la voce della presenza dell'augusta dama che fu per tant'anni la sfolgorante sovrana del popolo francese, e che condivideva con la defunta Elisabette d'Austria lo scettro della bellezza tra tutte le Sovrane d'Europa. Bionda, la andalusa bruna la bavarese erano esse due mirabili visioni di bellezza sui due più potenti imperi della seconda metà del secolo XIX. I buoni paesani di Mezzolara fecero un calorosa dimostrazione alla Augusta Donna a cui fu offerto nella casa padronale un sontuoso rinfresco dal Majani. Rammentiamo che nel percorrere le sale di detta casa S.M riconobbe subito appeso ad una parete un ritratto ad olio della bellissima Elisa Napoleone Baciocchi, figlia di Elisa Bonaparte e del principe Felice Baciocchi,  al quale un tempo appartennero il tenimento, l'attuale nostro palazzo di Giustizia e la magnifica villa Cacciaguerra f.p.Santo Stefano. Alle 18,15 S.M.ritornò a Bologna, e visitò il palazzo Bevilacqua, poi si ritirò  all'albergo. Qui, essa non mancò di visitare alcuni monumenti della città , assai interessandosi alle bellezze artistiche di cui Bologna è tanto ricca. (Resto del Carlino, 6 giugno 1914).

 

                          

 

 

 

                    Villa Bonaparte.

      Davanti alla casa, Alfredo Benni e conoscenti